Luca de Meo: “Non è il motore il problema, ma la CO2. Lasciate lavorare gli ingegneri”

Il CEO di Renault Group Luca de Meo propone un cambio di paradigma: una nuova flessibilità normativa che lasci spazio alla creatività degli ingegneri

Dal palco del Kilometro Rosso di Bergamo, Luca de Meo ha acceso il dibattito sulla mobilità del futuro: per il CEO di Renault Group servono regole su misura per rilanciare le city car, abbattere la CO2 e stimolare l’industria europea.

Luca de Meo

Luca de Meo: “Dotazioni per 400 euro sono pochi soldi per una berlina, ma tanti su una Twingo

Luca de Meo non usa mezze parole. Negli ultimi 20 anni, l’Europa ha costruito un castello normativo fragile e incoerente e ora cerca la bacchetta magica per risolvere ogni problema: l’auto elettrica. Parole pronunciate con fermezza durante l’incontro “Innovare per tornare a crescere”, ospitato al Kilometro Rosso di Bergamo. Ma la sua riflessione va ben oltre. Il CEO di Renault Group individua nei regolamenti imposti da Bruxelles — e fortemente voluti dalla Germania — un nodo cruciale. Secondo il manager, infatti, i tedeschi hanno voluto rendere le auto sempre più complesse perché il loro mercato di riferimento è quello delle vetture premium. Con ricadute drammatiche su Paesi come Italia, Francia e Spagna, nei quali le persone acquistano utilitarie perché o il portafoglio lo impone, o perché le dimensioni delle città lo richiedono. Il risultato è stato un boomerang per l’intero comparto produttivo di quei Paesi: realizzare auto piccole è diventato antieconomico, ha evidenziato Luca de Meo. La normativa le soffoca, le rende non più sostenibili dal punto di vista industriale. A supporto, il manager ha citato un esempio emblematico: “Abbiamo dovuto aggiungere dotazioni di sicurezza per 400 euro a vettura, se le metti su una Twingo sono tanti soldi, su una grossa berlina invece sono pochi”.

Citycar, Luca de Meo: sulla regolamentazione seguire l’esempio giapponese

E il futuro non appare più roseo: nei prossimi anni sono in arrivo almeno otto nuove disposizioni simili. Da tempo, Luca de Meo propone un’alternativa più razionale: creare una normativa su misura per le city car, sul modello giapponese delle “K Car”. Una soluzione del genere potrebbe ridare slancio industriale e commerciale a Italia, Francia e Spagna. Non si ferma qui. Parlando delle nuove R5, R4 e della futura Twingo, racconta le difficoltà affrontate per contenere i prezzi di listino. L’acquisto di componenti provenienti dalla Cina è ormai un obbligo. Componenti che, ha sottolineato, “dovremmo essere capaci di fare in Europa”. Il messaggio del manager è chiaro: serve meno burocrazia e più fiducia nella competenza tecnica. E capire che il vero avversario non è il motore a combustione o quello elettrico, ma la CO2. Agli ingegneri il compito di creare le migliori tecnologie per raggiungere l’obiettivo: “È difficile che un regolatore sappia più di un ingegnere qual è la soluzione migliore. Lasciamo agli ingegneri la migliore soluzione per poter ridurre l’impatto di CO2”. Sul fronte ambientale, Luca de Meo non ha dubbi: la mobilità elettrica è un’opportunità ed è giusto continuare a investirci, soprattutto per i veicoli da città e quelli commerciali.

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