Stefano Venier: “Sono necessari investimenti nelle infrastrutture. Tra il ’22 e il ’24 come Snam abbiamo investito quanto nei dieci anni precedenti, ovvero 8 miliardi di euro, mentre nel piano industriale al ’29 prevediamo di investirne altri 12,5. Poi ci sono i 2,5 miliardi di operazioni straordinarie che abbiamo realizzato”.
Stefano Venier: l’importanza di un sistema infrastrutturale paneuropeo sempre più interconnesso e multi-molecola
L’impegno a favore della sicurezza e della transizione energetica, il punto sui traguardi raggiunti ma anche le prossime tappe del percorso che Snam ha intrapreso per disegnare il futuro dell’energia. Sono alcune delle tematiche affrontate dall’AD Stefano Venier nell’intervista che il “Corriere della Sera” ha pubblicato lo scorso 23 marzo. “Il nostro obiettivo è costruire un sistema infrastrutturale paneuropeo sempre più interconnesso e multi-molecola, capace di garantire la sicurezza energetica del Paese e abilitare la transizione energetica verso il Net Zero al 2050”: l’AD sottolinea il ruolo sempre più cruciale che Snam gioca in questo, grazie a progetti come la Linea Adriatica, che sarà completata entro il 2027, e al potenziamento delle capacità di esportazione verso l’Austria e l’Europa centrale, che raggiungeranno 14 miliardi di metri cubi entro il 2026. Fondamentale anche incentivare una crescita della capacità di rigassificazione per accogliere volumi sempre maggiori di GNL: con i nuovi terminali FSRU di Piombino e Ravenna “abbiamo raggiunto una capacità di 28 miliardi di metri cubi l’anno, triplicando il peso dell’LNG sul totale della domanda nazionale, oggi pari a oltre il 40%”. Allo stesso tempo, aggiunge l’AD Stefano Venier, l’acquisizione di Edison Stoccaggio “ci ha permesso di consolidare il nostro ruolo come maggior operatore di stoccaggio in Europa, garantendo una capacità pari al 30% della domanda italiana e a un sesto di quella europea”.
Stefano Venier: lo sguardo di Snam in Europa per il futuro dell’energia
In un contesto energetico in continua evoluzione, come ha spiegato efficacemente l’AD Stefano Venier nell’intervista, sono ancora tante le sfide che attendono Snam: “Stiamo lavorando sul cosiddetto progetto SouthH2Corridor per trasportare l’idrogeno del Nord Africa verso il Centro Europa, uno degli interventi inclusi nel Piano Mattei”. La partita fondamentale sull’energia, spiega l’AD, si gioca sia sulla diversificazione sia sull’integrazione a livello europeo: serve quindi “una presenza strategica che per noi significa, oltre al gas liquefatto, concentrarsi sul corridoio mediterraneo est-ovest attraverso la partecipazione nel Tap e in Desfa, in Grecia, e nel corridoio da sud a nord che va dal Nord Africa fino al principale mercato europeo, la Germania”. I numeri di Snam raccontano che “siamo in salute, e saremo impegnati in un ulteriore rafforzamento di questo presidio”. D’altronde, prosegue Stefano Venier, “se questa strategia non la persegue il maggior operatore europeo, cioè Snam, chi lo deve fare?”. E si sofferma anche sugli altri “progetti essenziali” che impegnano Snam. Tra questi la cattura della CO2 a Ravenna perché, come sottolinea l’AD, “la strada delle molecole decarbonizzate è tracciata, ma richiederà tempo e investimenti significativi: per questo abbiamo previsto oltre 12,5 miliardi di euro al 2029, per accelerare la transizione e costruire un sistema sempre più resiliente e sostenibile”. Snam non si limita a garantire approvvigionamenti stabili: “Vogliamo costruire un modello infrastrutturale moderno e capace di rispondere alle sfide del futuro, valorizzando al contempo le nostre persone, con il loro talento, la loro passione e il loro coinvolgimento. Anche per questo abbiamo varato un piano di azionariato diffuso, rivolto in particolare ai nostri operai e impiegati, per renderli sempre più partecipi della crescita e del futuro di Snam”.